Breve cronistoria della nascita della Parrocchia S.Bartolomeo Ap. di Carugo.

La comunità ecclesiale di Carugo dipendeva dalla chiesa plebana di Mariano, dove esisteva un nucleo cristiano organizzato risalente presumibilmente al secolo V, come dimostra la testimonianza archeologica della capsella liturgica ritrovata demolendo l’altare del battistero di Mariano e forse ricavata da un precedente tempietto pagano.
Il primo documento, che ci attesta l’esistenza in Carugo di una chiesa propria, è il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (L. N. S. M.), un codice pergamenaceo di 215 fogli, che si conserva nella biblioteca del Capitolo del Duomo di Milano. E’ attribuito a Goffredo da Bussero (Dominus Guifredus de Buxero presbyter de Rodello), cappellano di Rovello, nato l’8 ottobre 1220 e morto alla fine del XIII secolo. Proprio questa fonte precisa in modo inconfutabile che a Carugo già nel 1200 esistevano due cappelle: quella di S. Bartolomeo e quella di S. Zenone (l’attuale S. Zeno).

Cronologia dei parroci della nostra parrocchia:

Don Giovanni Angelo Casati 1574
Don Paolo Maspero 1600
Don Giovanni Giacomo Galbiati 1646
Don Andrea Amigoni 1659
Don Giovanni Battista Piazzoni 1694
Don Carlo Ambrogio Gorio 1708
Don Martino Gorio 1745-1758
Don Giovanni Battista Bovara 1758-1763
Don Paolo Baroffio 1763-1768
Don Giulio Cesare Sala 1768-1805
Don Giuseppe Cavaleri 1805-1822
Don Fabio Sartirana 1822-1860
Don Carlo Bidoglia 1860-1880
Don Giuseppe Branca 1880-1907
Don Domenico Perlongher 1907-1917
Don Francesco Barbieri 1917-1931
Don Carlo De Amici 1931-1946
Don Abramo Gianola 1946-1977
Don Felice Cattaneo 1977-2003

Don Leonardo Fumagalli 2004

La chiesa

La nostra parrocchia è nata con il Concilio di Trento, per merito dell’attività pastorale di S. Carlo.

Sulla facciata la chiesa presenta due porte. Nella parete rivolta verso settentrione si aprono due ampie finestre, mentre in quella rivolta verso mezzogiorno due finestre piccole. La volta della chiesa non ha soffitto, ma è già stato approntato il legname per la copertura. L’altare maggiore si trova sotto una nicchia ampia e dipinta, a sinistra della quale si apre una seconda nicchia con un altare dedicato alla Beata Vergine della Purificazione. Il fonte battesimale è piccolo e deve essere coperto col ciborio. Il vaso dell’acqua santa è in condizioni decenti. Non c’è la sacrestia. Una sola campana è posta sul campanile. La chiesa è consacrata; è stata rinnovata ed ampliata quest’anno. Davanti alla chiesa si trova il cimitero, recintato con uno steccato di legno su tre lati e aperto dalla parte dell’ingresso.

 

La prima chiesa di S. Bartolomeo nel 1570 era ubicata nell’area dell’odierna Piazza della Repubblica, all’epoca consideta in zona centrale rispetto al nucleo abitato.

La chiesa era orientata ad est (come confermano le ultime testimonianze fotografiche del 1936).  La facciata principale era rivolta ad ovest, mentre l’abside principale e l’altare erano posizionati ad est, in maniera tale che il fedele, entrando in chiesa, fosse obbligato a procedere verso oriente, cioè verso il punto da cui sorgeva il sole (che simboleggia la Grazia divina), dove si trovava il tabernacolo e dove l’officiante celebrava la messa , con modalità diverse da quelle odierne, sia per la lingua usata (latino invece dell’italiano), sia per la posizione assunta dal celebrante (rivolto non verso i fedeli, ma verso l’altare, quindi verso est).

Tale orientamento, già presente nell’architettura simbolica bizantina, venne perentoriamente prescritto da S. Carlo, che più volte ebbe a precisare: “(...)si deve rispettare l’oriente non del solstizio, ma dell’equinozio”.

La facciata della chiesa era arretrata rispetto alla pubblica via (ora via Tazzoli), per lasciare posto al cimitero, attraversando il quale, i fedeli potevano accedere alla chiesa stessa.

Il parroco invece accedeva alla chiesa dalla porticina posta sul lato meridionale della stessa, dopo aver attraversato una cortesella (cortiletto), che collegava direttamente l’edificio sacro a quella che probabilmente era la sua casa (case della chiesa), situata a sinistra del cimitero, con l’affaccio diretto sulla via Tazzoli.

Sul lato settentrionale, verso via Sirtori, vi era il campanile al quale si accedeva direttamente dalla chiesa, mentre sul lato meridionale vi era l’orto della chiesa.

Infine la chiesa non aveva soffitto: ciò significa che non vi era il tradizionale soffitto piano, in legno, ma era lasciata in vista la volta a botte in muratura, che nascondeva la vera e propria copertura (vedi schizzo).

(Foto chiesa vecchia)

Sodalizi e prescrizioni

Nel nostro paese, in occasione della visita pastorale del 1570, S. Carlo promuove alcuni sodalizi, come quello del SS. Sacramento,  della Beata Vergine della Cintura e della Santa Croce di nostro Signore. Tra questi il sodalizio, che stava particolarmente a cuore a S. Carlo, era il primo, istituito per facilitare e favorire una partecipazione più attiva dei fedeli alla vita sacramentale. I confratelli, a cui era assegnata una precisa regola, avevano compiti ben definiti: alimentare la lampada, che ardeva continuamente dinanzi a al SS. Sacramento, provvedere all’acquisto dei vasi sacri, portare il baldacchino in occasione delle processioni come quella del Corpus Domini, accompagnare il sacerdote, quando portava la S. Eucaristia agli ammalati, radunarsi periodicamente per approfondire le conoscenze dottrinali, gestire il patrimonio e programmare le attività. L’arcivescovo richiede inoltre che venga costruita la sacrestia “nella parte meridionale della chiesa, verso il giardino del parroco, tra la cappella della Beata Vergine e la prima finestra”, constatando che manca. Obbliga infine il parroco, don Angelo Casati, a compilare il Liber Status Animarum da presentare al vicario foraneo e a provvedere al ripristino della chiesetta di S. Martino inferiore, che il cardinale trova in condizioni alquanto precarie.

1. La visita pastorale del cardinale Federico Borromeo a Carugo nel 1606

L’incontro tra il cardinale e la comunità parrocchiale di S. Bartolomeo è testimoniato da diversi documenti, da cui si può constatare che la parrocchia di Carugo contava allora 660 persone, di cui 136 bambini, 400 adulti, il resto anziani.

Tuttavia i documenti più interessanti riguardano:

a)  La ristrutturazione della chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo

b)  L’abbattimento della chiesa di S. Martino Inferiore e le prescrizioni per quella di S. Martino Superiore

c)  La trasformazione della chiesa di S. Zeno

d)  La sussistenza dei benefici e dei livelli ancora nel XVII secolo.

La ristrutturazione della chiesa parrocchiale

"La porta, posta nella parte meridionale della chiesa, rimanga sempre chiusa, perché serva solo al parroco. Le finestre siano provviste di vetri e di reti di ferro. Si disponga il vaso dell’acqua santa presso l’altra porta, a destra dell’entrata. Si proceda alla installazione di un altro confessionale, secondo le modalità prescritte, così che il parroco possa ascoltare separatamente le confessioni degli uomini e delle donne. Si provveda ad ampliare l’atrio davanti alla porta centrale. Si provveda a recintare il cimitero davanti alla chiesa, così da evitare agli animali di entrare. Si costruisca la sacrestia nella parte meridionale, verso il giardino del parroco, tra la cappella della Beata Vergine Maria e la prima finestra, come era stato prescritto nella visita pastorale del Beato Carlo del 17 novembre 1570 e come era stato ripetuto nella visita del 1582. Tale decreto venga eseguito entro due anni sotto pena dell’interdetto alla chiesa. Si costruisca la cappella del battistero dalla parte settentrionale tra la piccola torre campanaria e la pubblica via; sia provvista di un gradino per discendere ed il sacro fonte sia posto nel mezzo. Il ciborio del battistero sia tutto ricoperto con un conopeo di seta bianca. La cappella sia ornata con immagini sacre, tra cui non deve mancare quella di Giovanni Battista in atto di battezzare Gesù. Tutto questo sia fatto entro un anno; diversamente in questa chiesa non si battezzi più fino a quando ciò sarà eseguito; nel frattempo i fanciulli vengano portati al battistero di Mariano. Nell’altare maggiore si ponga una mensa di pietra, così che possa essere consacrata. L’altare della Beata Vergine Maria sia tenuto in modo più decente ed ornato”.

Tale struttura resterà intatta fino al 1933, quando sorgerà la nuova chiesa parrocchiale, grazie alla perizia dell’architetto Mezzanotte ed alla collaborazione di tutti i Carughesi  , in un’area più centrale del paese ormai in espansione e quindi più funzionale alle nuove esigenze della comunità.
Da allora la vecchia chiesa parrocchiale subirà un degrado sempre più indegno della sua storia, finchè nel 1952 verrà completamente demolita, per dare vita ad un semplice parcheggio, che ne cancellerà per sempre il ricordo.

Orario

Appuntamenti

Sab 21 Apr 18:30 - 19:15
S.Messa

Dom 22 Apr 00:00 -
Domenica insieme 4^ elementare
Dom 22 Apr 08:00 -
SS.Messe ore 8:00 - 11:00 - 18:30

Lun 23 Apr 18:30 - 19:30
Catechesi PreAdolescenti

Lun 23 Apr 20:45 - 22:00
Catechesi Adolescenti

Gio 26 Apr 16:45 - 17:45
Catechesi Ragazzi/e di 5^ elementare

Sab 28 Apr 18:30 - 19:15
S.Messa

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